Wilson Pickett
Nato a Prattville in Alabama nel 1941, cominciò la sua carriera nei "The Falcons". Il primo hit da classifica per Wilson Pickett solista venne nel 1962: la canzone "If You Need Me", venne poco tempo dopo avvalorata da una cover dei Rolling Stones. Dopo "It's Too Late" Wilson Pickett entrò nella grande famiglia degli interpreti soul della Atlantic Records. Nel 1965 incise l'indimenticabile "In The Midnight Hour".
Wilson Pickett è a torto considerato un cantante soul meno espressivo di altri mostri sacri del soul quali Otis Redding o Marvin Gaye. La sua fama non è stata certo aiutata dal suo carattere irritabile che gli valse il soprannome "Wicked" Pickett ovvero Pickett il cattivo. Il che lo relegò al ruolo di interprete campione del ruvido "Southern Soul" ma poco versatile. Eppure Wilson Pickett, come Aretha Franklin e lo stesso Redding, diede un contributo essenziale negli anni '60 all'evoluzione della musica R&B e alla sua diffusione oltre i confini dei quartieri afroamericani. E' stato un innovatore sin dagli inizi della sua carriera nei "The Falcons" che per la label Mercury incisero nel 1959 quello che viene considerato da molti il primo disco soul della storia: "You're So Fine". Lo storico gruppo annoverava tra i suoi membri Eddy Floyd e Joe Stubbs e segnò un momento seminale nella storia del rhythm and blues.
A proposito della versatilità di Wilson Pickett, non bisogna dimenticare che il cantante di "In The Midnight Hour", uno dei più grandi successi rhythm and blues di tutti i tempi, ha consegnato alla storia di questo genere musicale uno schema ritmico ed una impronta vocale capaci di volare oltre il tempo e le mode. Quel trascinante miscuglio di blues, rhythm & blues, rock, soul e country, che è stata la musica dei Blues Brothers ha contribuito molto a rilanciare l'eco della musica e degli standard imposti da Wilson Pickett.
Nel 1970 incise anche un album con il duo di produttori di Philadelphia Kenny Gamble e Leon Huff. La collaborazione valse grossi hits quali "Engine Number 9" e "Don't Let the Green Grass Bring You Down" che contribuirono non poco a forgiare l'emergente stile Philly-sound, punto di riferimento per la black music di tutta decade successiva.
Brani come "634-5789", "Mustang Sally", "Funky Broadway", "Land of 1000 Dances" (il suo più grande hit nella classifica pop) sono le tracce immortali della voce graffiante e potente di Wilson Pickett, ma anche dell'universalità dei suoi ritmi che hanno varcato i confini del soul. Testimonianze della sua versatilità sono "Everybody Needs Somebody To Love", "Hey Jude" e "Sugar Sugar", brani di un Wilson Pickett capace di misurarsi con un repertorio pop dalle tonalità più morbide e sensuali.
Wilson Pickett continua ancora oggi ad animare il circuito dei tour con un ruolo di glorioso testimone della musica soul più autentica.